Specializzazioni

Psicodinamica

La psicoterapia ad orientamento psicoanalitico/psicodinamico si propone di offrire uno spazio personale, relazionale e di crescita in cui, attraverso un ascolto autentico, umano e non giudicante, viene a costruirsi nel tempo, tra paziente e terapeuta, una particolare relazione che accompagnerà ad un cambiamento consapevole dei processi psicologici dai quali dipendono il malessere e la sofferenza psichica e relazionale. In un luogo di accoglienza, condivisione e riflessione, si cerca di esplorare e di far “riemergere” affetti, emozioni, desideri e tutto ciò che riguarda la persona nella sua unicità e irripetibilità. Lo psicoterapeuta assiste il paziente nella rielaborazione dei conflitti interiori accompagnandolo nella ricerca, dentro di sé, di nuove condizioni interne e modalità relazionali che consentiranno di ritrovare il proprio benessere emotivo nel rapporto con se stessi e con gli altri.

 

Cognitivista

La psicologia cognitiva è una branca della psicologia che s’interessa dei diversi processi mentali (ad esempio quelli di percezione, attenzione, apprendimento, memoria, soluzione di problemi, presa di decisione ed uso del linguaggio) mediante i quali le informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, elaborate, memorizzate e recuperate.

Secondo l’orientamento cognitivista, il nostro sistema cognitivo utilizza specifiche strutture (categorie e schemi) per organizzare le informazioni provenienti dall’esterno, compiendo scelte di priorità e cercando le vie più rapide per arrivare a formulare giudizi sulla realtà che ci circonda.

Le informazioni vengono selezionate, manipolate e organizzate dalla mente secondo modalità ricorrenti, che sono state acquisite nel contesto ambientale in cui la persona ha vissuto e nella quale ha fatto le proprie esperienze di vita.

Al termine dei processi di elaborazione il prodotto di conoscenza deve essere soggettivamente coerente con il sistema di conoscenze e valori che ha ciascun individuo.

In ambito clinico operare secondo l’approccio cognitivo significa intervenire soprattutto sui processi di pensiero e d’immaginazione definiti “automatici”, ovvero quelli eseguiti per tanto tempo e con tale frequenza da essere diventati poco o affatto percepibili da parte della persona.

Le convinzioni e gli schemi disadattivi che generano malessere, sono basati su alcuni “errori” cognitivi, ovvero su modi errati di utilizzare i processi di pensiero e d’immaginazione. Importanti teorici come Aaron Beck e Albert Ellis, hanno ad esempio sostenuto che i problemi di molti pazienti ansiosi o depressi sono da ascrivere al loro sistema di credenze e a pensieri irrazionali. Ad esempio, persone con un disturbo d’ansia potrebbero ritenere di essere ridicolizzati da altre persone, e questa credenza potrebbe essere all’origine del loro malessere.

In ambito terapeutico l’obiettivo è quello di fornire alla persona gli strumenti utili ad identificare i pensieri automatici che presentano gli errori cognitivi e di abituarla a modificarli attivamente, così da incidere indirettamente anche sulle convinzioni e sugli schemi patogeni.

 

 

Sistemico-Relazionale e Familiare

Il modello sistemico-relazionale e familiare volge l’attenzione alla persona e alle relazioni che la caratterizzano e la coinvolgono, come ad esempio il sistema famiglia, amici, lavoro, ecc. L’obiettivo è lavorare sul cambiamento e sviluppare ed attivare risorse.

Punto cardine è il ruolo che hanno comunicazione e linguaggio: “non si può non comunicare”. Ogni gesto che facciamo, ogni parola che diciamo, ogni attenzione che mostriamo, ogni decisione che prendiamo o che decidiamo di non percorrere, comunica qualcosa a chi ci sta intorno. I sintomi stessi sono, prima di tutto, dei messaggi che inviamo a noi e alle persone per noi importanti. Il sintomo non è il prodotto di una “mente folle”, ma la comunicazione di un malessere o di un qualcosa che non funziona all’interno di un sistema.

L’intervento terapeutico mira a favorire la scomparsa di tali segni, promuovendo un cambiamento del sistema di relazioni: rendere decifrabile il messaggio dei sintomi perché il significato possa diventare comunicabile in modi più semplici e funzionali, senza bisogno del disagio.

 


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