Disturbi sessuali

Per quanto riguarda le disfunzioni sessuali, la diagnosi deve escludere innanzitutto la presenza di altri disturbi medici, psicologici (come ad esempio la depressione) o di abuso di sostanze, in quanto questi potrebbero già di per sé compromettere o modificare il funzionamento sessuale.

Alla base di questi disturbi vi possono essere molte e differenti cause, ad esempio la paura dell’atto sessuale, ansia da prestazione, inadeguata conoscenza del proprio corpo, paura di perdere il controllo, mancanza di attrazione tra partner, paura di contrarre delle malattie sessualmente trasmissibili, paura di una gravidanza indesiderata. Il desiderio sessuale è altresì in diminuzione quando lo stress è alto.
Si parla di disturbi del desiderio sessuale quando in una persona il desiderio e le fantasie sessuali sono assenti o presenti in quantità molto ridotta. Nei casi più estremi il soggetto può essere del tutto riluttante ad avere un contatto fisico in senso sessuale.

I disturbi dell’eccitazione sessuale (spesso chiamati anche “frigidità” nella donna e “impotenza” nell’uomo) consistono nell’impossibilità di mantenere un’adeguata risposta di eccitazione sessuale (lubrificazione nella donne ed erezione nell’uomo) fino al termine dell’atto sessuale.

Nei disturbi dell’orgasmo invece, la persona non riesce ad arrivare alla fase dell’orgasmo anche se vi è stata precedentemente una adeguata attività sessuale di eccitamento. Negli uomini un viene considerato un disturbo dell’orgasmo anche l’eiaculazione precoce, che consiste nella persistente o ricorrente eiaculazione a seguito di una anche minima stimolazione, e comunque prima che l’individuo lo desideri.

Sono disfunzioni sessuali anche i cosiddetti disturbi da dolore sessuale (come il vaginismo e la dispareunia), che consistono in un persistente e ricorrente dolore genitale prima, durante o dopo l’atto sessuale. Tali dolori compromettono il rapporto, quando addirittura non lo rendono impossibile, causando molto disagio nella persona e/o nella coppia. Sebbene ne siano colpite in genere di più le donne, talvolta anche gli uomini possono soffrirne.

Nel caso della parafilie l’attrazione sessuale è rivolta verso oggetti o situazioni inusuali. Data la natura di questi disturbi, che possono coinvolgere minori e/o persone non consenzienti, spesso chi soffre di questo disturbo va incontro a conseguenze legali.

È importante notare che DSM 5 (APA, 2013) ha introdotto un importante cambiamento relativamente al comportamento parafilico. Vengono considerate parafilie tutti quei comportamenti sessuali atipici per i quali il soggetto sente una forte e persistente eccitazione erotico-sessuale; in questo caso la il soggetto si sente in sintonia con i propri sintomi, senza provare disagio a causa di essi.

Quando invece il soggetto non si riconosce come propri questi sintomi, vivendo con disagio le proprie pulsioni, il comportamento parafilico diventa invece una forma di dipendenza e il soggetto accusa un certo disagio interpersonale; in questo caso si parla di disturbo parafilico. Non è raro che in questo caso il soggetto arrivi ad arrecare danni a sé stesso o agli altri.

Tra le parafilie vi è il feticismo, in cui l’individuo è attratto sessualmente da oggetti inanimati (ad esempio indumenti intimi femminili). Il soggetto spesso ama collezionare tali oggetti perché prova versi di essi un’involontaria e inarrestabile attrazione.
Nel travestitismo il soggetto è attratto dall’idea di vestirsi con abiti dell’altro sesso; questi desideri o comportamenti causano disagi significativi alla persona dal punto di vista lavorativo o sociale.
Nel caso della pedofilia, il soggetto ottiene gratificazione sessuale dal contatto anche fisico con bambini in età prepuberale, e spesso in questi casi vi sono violenze o molestie ai danni dei minori coinvolti.
Il voyeurismo invece si ha quando la persona ottiene gratificazione sessuale guardando soggetti che non se l’aspettano mentre sono nudi, si spogliano o sono in intimità. Coloro che soffrono di questo disturbo sono per lo più maschi giovani, con difficoltà nelle relazioni interpersonali.
L’esibizionismo consiste nel trarre gratificazione sessuale nel mostrare i propri genitali ad estranei non consenzienti e che non se l’aspettano.

Nel frotteurismo il soggetto trae gratificazione strofinandosi contro una persona (non consenziente); spesso ciò avviene nei luoghi pubblici affollati, ad esempio sul mezzi di trasporto pubblico.
Infine, il masochismo sessuale consiste in frequenti fantasie o comportamenti che comportano l’atto di essere umiliato o fatto soffrire in qualche modo. Al contrario il sadismo sessuale consiste nel trarre piacere nella sofferenza fisica o psicologica di un’altra persona.

Si parla spesso ultimamente del disturbo dell’identità di genere. Esso si presenta solitamente sin dall’infanzia, periodo in cui inizia a formarsi il senso di appartenenza al genere maschile o femminile.

I bambini con questo disturbo desiderano fortemente essere del sesso opposto, e spesso insistono sul fatto di esserlo. Preferiscono i giochi e i ruoli del sesso opposto, i maschi insistono per vestirsi come le bambine e viceversa; questi bambini preferiscono di gran lunga i compagni di gioco del sesso opposto.

Nel passaggio all’adolescenza e nell’età adulta, le persone con un disturbo dell’identità di genere si comportano come se fossero dell’altro genere, modificando quindi i propri atteggiamenti e comportamenti.

Queste persone vivono con grande malessere il fatto di appartenere ad un genere sessuale con il quale non si identificano, pertanto desiderano vivere o essere trattate come se appartenessero all’altro sesso e si sentono totalmente estranee riguardo al proprio genere.

Talvolta compare il forte desiderio di sottoporsi a delle operazioni chirurgiche oppure di iniziare delle cure ormonali per cambiare le proprie caratteristiche sessuali, così da potersi sentire fisicamente in sintonia con la propria appartenenza di genere.


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